Raffaello Sanzio: il 6 aprile nasce il rinomato artista

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Raffaello Sanzio
Foto: pixabay.com

Raffaello Sanzio, il noto pittore e architetto del Rinascimento, viene celebrato oggi, 6 aprile. L’artista riuscì ad emulare i grandi maestri del tempo come Leonardo Da Vinci e Michelangelo Buonarroti nelle sue opere stupende le quali non smettono mai di sorprenderci grazie alla loro raffinatezza distintiva.

Scopriamo le cose più interessanti della sua vita!

L’infanzia di Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio nacque il 6 aprile 1483 in un Venerdì Santo. Tuttavia, ci sono controversie riguardo il giorno della sua nascita. La prima testimonianza è quella offerta probabilmente da Pietro Bembo (alcuni considerano che fosse infatti attribuito ad Antonio Tebaldeo) che compose l’epitaffio per il grande artista:

“Quo die natus est, eo esse desiit VIII Id. Aprilis MDXX”
“Venne a mancare nello stesso giorno in cui nacque, nell’ottavo giorno prima delle idi di aprile del 1520 (cioè il 6 aprile 1520)”

La seconda fonte costituisce il racconto di Giorgio Vasari che scrive in Le Vite:


“Nacque adunque Raffaello in Urbino, città notissima in Italia, l’anno 1483, in venerdì santo a ore tre di notte.”

Raffaello Sanzio fu l’unico figlio del pittore Giovanni Santi e di Magia di Battista di Nicola Ciarla. Sua madre morì quando l’artista aveva solo 8 anni. Dal secondo matrimonio del padre, che si risposò con Berardina di Piero di Parte, nacque una bambina che la coppia chiamò Elisabetta.
Il padre morì il 1 agosto 1494, quando Raffaello aveva solo 11 anni. Il piccolo orfano cominciò il suo percorso artistico con l’aiuto di Piero. La morte dei genitori lo determinò ad approfondire i suoi studi, raggiungendo rapidamente una maturità artistica.


La formazione artistica di Raffaello Sanzio

Grazie a suo padre, Raffaello Sanzio ebbe accesso alla magnifica collezione del Palazzo Ducale che ospita i grandi lavori dei pittori del tempo tra i quali ricordiamo: Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, Pedro Berruguete e altri.
Fu proprio suo padre che gli insegnò diverse tecniche dell’affresco. Giovanni Santi aveva una bottega personale dove artisti della stoffa creavano stupende opere d’arte per l’aristocrazia come ad esempio la celebre serie delle Muse per la famiglia ducale.
Nel 1498, creò una delle sue prime opere intitolata la Madonna di Casa Santi, una pittura creata probabilmente nella casa natale.

Incoraggiato da suo padre a studiare i lavori di Piero della Francesca, che potevano essere trovati ad Urbino in quel tempo, Giovanni gli offrì anche la possibilità di studiare con il famoso Perugino. In questo periodo scoprì lo stile assai eccezionale e decorativo del Pinturicchio.

Il prodigio diciassettenne lasciò la bottega del suo maestro con il titolo di magister che gli aprì la strada nell’ambito artistico.

Una carriera brillante

All’inizio della sua carriera riceve alcune commissioni importanti come ad esempio:

  • varie opere per Città di Castello: la Pala del Beato Nicola da Tolentino
  •  lo Stendardo della Trinità 
  • la Crocifissione Mond 
  • l’Incoronazione della Vergine 
  • collaborò con il Pinturicchio per gli affreschi con Scene della vita di Pio II per la Libreria Piccolomini di Siena 

Nel 1504 finì lo Sposalizio della Vergine, considerata una delle opere più significative del grande pittore. Nello stesso anno si trasferì a Firenze, mantenendo una stretta relazione con la corte di Urbino per cui eseguì San Michele che abbatte Satana e San Giorgio che uccide il drago. Creò diverse opere anche per la corte di Perugia, come ad esempio la Pala Colonna e la Pala Ansidei.

Anche Papa Giulio II fu impressionato della reputazione del famoso Raffaello, il quale lo incaricò di dipingere le ben conosciute Stanze vaticane. Sapevi che tutti gli altri pittori erano stati licenziati dal Papa per questa commissione?
Qui eseguì lavori come la Disputa del sacramento, la Scuola di Atene e il Parnaso.

Nel 1509, iniziò la costruzione della chiesa di Sant’Eligio degli Orefici, a Roma. Essa è stata portata a buon fine da Baldassarre Peruzzi.

Dopo la morte di  Bramante, nel 1514 Raffaello Sanzio viene nominato, sotto il pontificio di  Papa Leone X, per progettare il cantiere di San Pietro.
Nel 1515 fu organizzata una gara artistica a Firenze per ricostruire la facciata della Basilica di San Lorenzo. Anche se Michelangelo vinse, l’ambizioso progetto non fu mai realizzato.

Le Madonne di Raffaello

Hai mai sentito dell’espressione “bella come una Madonna di Raffaello”? Nel XVIII secolo, in Francia, apparve un nuovo complimento per le donne apprezzate per la loro bellezza, che, come i soggetti dei ritratti del noto pittore, si evidenziano attraverso uno specifico aspetto delicato. 

Le Madonne di Raffaello sono riconosciute per le loro espressioni che catturano un tipo di serenità e delicatezza particolare dello stile dell’artista. Oggi, si trovano in tutto il mondo: dagli Stati Uniti a Londra, alla Francia, fino al loro Paese di provenienza, Italia. 

Se sei interessato, puoi fare una visita alla Galleria Palatina (Palazzo Pitti) dove si trova una collezione impressionante delle Madonne raffaellesche, tra cui ricordiamo:

  • Madonna del Granduca 
  • Madonna del Baldacchino 
  • Madonna dell’Impannata
  • Madonna del Baldacchino
  • Madonna della Seggiola

Orario di visita e biglietti Palazzo Pitti (ingresso singolo alle collezioni di Palazzo Pitti: Galleria Palatina, Galleria d’Arte Moderna, Tesoro dei Granduchi):

  • aperto da martedì a domenica dalle 8.15 alle 18.30
  • biglietto intero 16€
  • biglietto ridotto 2€

Il rapporto con Leonardo e Michelangelo

Il giovane artista arriva a Firenze all’inizio del XV secolo dove viene esposto ai lavori dei grandi contemporanei, Leonardo e Michelangelo.
Lo stile leonardesco può essere visto nella Madonna Terranova (inserita in un tondo), la Madonna del Granduca, la Madonna Cowper, la Madonna di Orleans e la Sacra Famiglia. La raffinatezza e la delicatezza catturate da Leonardo nei suoi lavori ebbero una grande influenza su Raffaello Sanzio.
Lo stile michelangiolesco servì come fonte d’ispirazione per vari dipinti come il Giovane con la mela, la Dama del liocorno e proprio per i ritratti dei duchi di Urbino! La caratteristica più notevole è rappresentata dalla tensione e dalla dinamica dei personaggi illustrati nelle opere.

La Fornarina

Margherita Luti è la musa che ha ispirato Raffaello Sanzio a realizzare alcuni lavori come La Farinata e la Velata. Lei fu la figlia di un fornaio di Trastevere, dal cui mestiere viene il suo soprannome. Incantato dalla sua bellezza, si dice che Raffaello Sanzio avesse anche una relazione amorosa con la misteriosa donna sulla quale non ci sono tante informazioni. Tuttavia, è possibile che i due siano stati sposati in segreto.
Il grande maestro le dedicò il prossimo sonetto scritto dietro un suo disegno:

 Un pensier dolce è rimembra[r]se in modo

di quello asalto, ma più gravo è il danno

del partir, ch’io restai como quei ch’hano

4in mar perso la stella, se ’l ver odo.

Or, lingua, di parlar disogli el nodo

a dir di questo inusitato ingano

ch’Amor mi fece per mio gravo afanno,

ma lui pur ne ringrazio e lei ne lodo.

L’ora sesta era, che l’ocaso un sole

aveva fatto, e l’altro surse in loco,

ato più da far fati che parole.

Ma io restai pur vinto al mio gran foco

che mi tormenta, ché dove l’on sòle

disiar di parlar, più riman fioco.
(Wikisource)

Si dice che dopo il trauma della morte dell’artista, Margherita si sia ritirata alla vita monastica e sia morta  2 anni dopo.


La morte di Raffaello Sanzio

Raffaello Sanzio morì a Roma nel 1520, il giorno del suo compleanno, a soli 37 anni. Ci sono controversie anche riguardo la morte del grande maestro rinascimentale: secondo una lettera inviata dal conte Pandolfo Pico della Mirandola a Isabella d’Este il 7 aprile, la sua morte viene fissata al giorno di venerdì santo.

“Ala Excellentia vostra la quale per hora non sarà advisata d’altra cosa che de la morte di Raphaello d’urbino, quale morite la notte passata, che fu quella del venerdì santo, lasciando questa corte in grandissima et universal mestitia per la perdita de la speranza di grandissime cose che si expettavano da Lui.”

(Finestresullarte)

In un’altra lettera del collezionista d’arte Marcantonio Michiel, è scritto:

il venerdì santo di notte, venendo il sabbato, a hore 3 morse il gentilissimo ed eccellentissimo pittore Raffaello di Urbino.
(Finestresullarte)

La fonte indica la possibile ora della sua scomparsa: l’ora terza della notte rappresenta le 21 o 22 della sera. La causa della sua morte fu probabilmente la febbre in seguito ad un’infezione polmonare. Tuttavia, molti lo considerarono morto di sifilide a causa del racconto offerto da Vasari, che accusò Raffaello Sanzio in Le Vite di avere la malattia degli “eccessi amorosi”.

Impatto culturale

Proprio dopo la sua scomparsa da giovane, Raffaello Sanzio fu ed è considerato uno degli artisti più valenti nella storia dell’arte per la sua grande maestria, influenza e per gli innumerevoli e meravigliosi contributi che vengono celebrati in tutto il mondo.

Se ti interessa leggere riguardo Michelangelo, clicca qui.

Fonti:

finestresullarte.info
sanpaolopatrimonio.it
storiadellarte.com
repubblica.it
it.wikisource.org

 

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