La storia di 6 leggende italiane!

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Il folklore ha fatto da sempre parte della tradizione di ogni paese. I fatti storici realmente accaduti forse non  sempre emanano un gran fascino e un gran numero di ascoltatori, mentre le storie di cavalieri coraggiosi, maghi e streghe, e di altre creature magiche, sono decisamente molto più ricercate e lette tra gli appassionati di storia.

Tutti i paesi del mondo nascondono delle leggende, dei racconti di fantasia, e l’Italia di certo non manca di tali racconti, ed in questo articolo andremo a conoscerli seguendo da nord a sud la mappa dell’Italia.

Le 6 leggende italiane:

La leggenda del Toro Rosso di Torino

Vi siete mai chiesti perché la città di Torino ha proprio questo nome? Secondo la storia che segue, non si tratta di una semplice coincidenza.

C’era una volta, un toro che salvò una città e la sua popolazione, in segno di gratitudine, la nominò dopo il suo nome e la sua sagoma venne appesa sullo stemma. Se la storia ci insegna che il nome di Torino deriva da Julia Augusta Taurinorum, popolazione celto-ligure che abitava in origine in quell’area, la leggenda invece ci racconta un’altra storia, ossia quella di un toro ebbro di vino che riuscì a salvare la città.

La leggenda narra che nei boschi nei pressi della città abitasse uno spaventoso drago che seminava panico e terrore tra gli abitanti; questi cercarono in diverse occasioni di metterlo a tappeto, ma la creatura era troppo potente, pertanto decisero di mandare un altro animale a lottare contro di lui. Questo compito ricadde  su di un toro impetuoso dal pelo rosso  poiché era l’animale più forte che avevano a disposizione.

Per renderlo ancora più potente gli diedero una mistura di acqua e vino rosso. Dopo aver bevuto questa “pozione” il toro divenne molto più impaziente e pronto per la lotta. La battaglia con il drago ebbe fine con la morte di quest’ultimo grazie alla forza ed il coraggio del toro che lo attaccò con le sue corna. Purtroppo, essendo gravemente ferito, anche il toro morì pochi istanti dopo.

La popolazione per ringraziare il toro per il suo coraggio nominò la città dopo di lui e la sua sagoma venne appesa come stemma sulla bandiera.

La leggenda del fantasma del Duomo di Milano

Ci prepariamo per entrare nell’apice della stagione estiva in cui milioni di turisti  girano il mondo per visitare e godersi un’ottima vacanza. Milano è una delle città turistiche più attrattive d’Italia, essendo tra le prime scelte dei turisti. Il Duomo è la principale attrazione della città, ma quello che non tutti sanno è che quest’ultimo nasconde un grande segreto. È stregato! Si dice che il Duomo sia infestato da un fantasma che appare nelle foto dei turisti. Si tratta di Carlina, la giovane e triste sposa che sparì tra le guglie del Duomo.

Cosa era successo?

La giovane Carlina, mentre era in cima al Duomo, durante il suo viaggio di nozze, è stata assalita dai sensi di colpa per essere rimasta incinta di uno straniero che frequentava prima del matrimonio. Ansiosa per aver nascosto al marito il tradimento, si agitò al punto che impazzì e sparì tra le guglie dell’edificio. Una cosa molto curiosa è il fatto che il suo corpo non è  mai stato ritrovato. Pertanto si dice della giovane Carlina che appaia nelle foto degli sposi davanti al Duomo ed è  visto come un segno di buon augurio in modo che il matrimonio dei due sia uno sereno e felice.

La leggenda della Torre degli Asinelli di Bologna

Quando si tratta di viaggi, oltre alla curiosità siamo spinti anche da un altro fattore: l’amore. Che sia l’amore per un posto, l’amore tra due persone sorto in un luogo o in qualsiasi altra forma questo si manifesti di certo questo sentimento ci spinge ad andare in posti meravigliosi. Questa volta andiamo in Emilia Romagna, nel bellissimo capoluogo di regione: Bologna, più precisamente vicino la piazza centrale, ed ammiriamo le due belle torri.

Forse a prima vista non tutti sembrano  così entusiasti nel vedere quelle torri, ma vi svelo un segreto, anche la Torre degli Asinelli è protagonista di una leggenda.

La leggenda della Torre racconta che questa sia stata costruita come segno di un grande amore in modo da far avvenire  il matrimonio tra due giovani innamorati. Ma come ebbe inizio tutto?

Si dice che mentre un contadino era al lavoro nei campi, vide che i suoi asinelli si misero a scavare e trovarono un baule pieno di monete d’oro, chiamato poi “il tesoro degli asinelli”. Anche se il contadino fu entusiasta per questa fortuna, agì in discrezione per non attirare l’attenzione su di sé. Con questi soldi fece studiare il figlio coi migliori precettori dell’epoca  e una volta cresciuto incontrò anche l’amore della sua vita. Una giovane fanciulla con un alto status sociale. 

Anche se i due si amavano fortemente, erano comunque coscienti del fatto che la realtà era un’altra: data la discrepanza sociale, i due non potevano avere un futuro insieme. Per questo la giovane ragazza piangeva giorno e notte per un amore che non poteva mai avere un lieto fine. Il giovane per non vederla più in quello stato decise di affrontare la sua famiglia e le chiese la mano.

I genitori di lei gli dissero che se voleva avere la mano della figlia, doveva costruire una torre altissima. Il giovane si confidò con il padre e grazie al “tesoro degli asinelli” riuscì a costruire il monumento, la Torre degli Asinelli. I due innamorati riuscirono ad avere il loro futuro insieme.

Il castello di Bracciano – la leggenda della stanza di Isabella de Medici (Lazio)

Andando sempre più giù verso il sud della penisola, ci fermiamo un secondo a Bracciano, presso il lago vulcanico Sabatino perché anche qui ci attende un’interessante leggenda:

La leggenda di Isabella de Medici.

Come ci insegna la storia, la grande famiglia dei Medici è vissuta a Firenze ed ha governato per anni portando prosperità sia nella vita quotidiana che nell’arte. Per quanto riguarda la storia di Isabella de Medici, lei è vissuta a Bracciano, insieme a Paolo Giordano Orsini con il quale si è sposata proprio in questo castello.

La leggenda ruota attorno la stanza di Isabella, meglio nota come la Camera Rossa. Si dice che in questa stanza, Isabella ci portava i propri amanti e dopo un’ardente notte di passione, li conduceva in un salottino attraverso una porta situata nella camera, o almeno questo è quello che gli faceva credere. Però dietro quella porta non c’era un salottino, bensì una botola. Gli uomini per via del buio non vedevano e precipitavano nella botola, dove in fondo c’era un pozzo a rasoio.

Il marito Paolo Giordano Orsini, era a conoscenza degli atti infedeli della moglie e per averne ulteriore conferma si recò segretamente in chiesa, dove ogni suo dubbio fu confermato dalla confessione della moglie. Si sentiva umiliato, ferito e distrutto. Così decise di vendicarsi strangolando Isabella con un nastro rosa di seta. La donna non fu uccisa nella sua camera ma in un altro castello, nei pressi di Firenze.

Secondo la leggenda, il corpo della donna rimase lì, ma il suo fantasma sembra essere tornato nel castello di Bracciano dove lei era tanto amata. Si dice che la nobildonna sia ancora lì, che si aggira tra le stanze del grande castello concedendosi di tanto in tanto qualche rilassante passeggiata lungo le sponde del Lago di Bracciano.

La leggenda delle streghe di Benevento (Napoli)

Nella nostra avventura scendiamo lungo lo stivale e facciamo una breve fermata a Benevento perché anche in questa città ci attende un’incredibile storia. Infatti si dice che in questa città si radunavano le streghe italiane,  collocandosi così nei primi posti dei luoghi più misteriosi della penisola.

La leggenda delle streghe di Benevento narra che le streghe erano solite applicare un magico unguento sul petto e scandire le seguenti parole che permetteva loro di spiccare il volo a cavallo di una scopa:

Unguento unguento portami al noce di Benevento, sopra l’acqua e sopra il vento e sopra ogni altro maltempo”.

Una volta raggiunta la città, si radunavano intorno ad un grande albero di noce dove svolgevano atti di stregoneria, riti demoniaci, danze e banchetti con spiriti e demoni. Una volta finiti i festeggiamenti andavano in giro a seminare paura e terrore, pertanto si dice che sfiguravano neonati, causavano aborti, soffocavano i dormienti e portavanomolte sofferenze alle persone.

Nonostante ciò, è stato trovato un modo per potersi difendere dalle grinfie delle streghe: mettere davanti alla porta una scopa oppure lasciare all’uscio del sale, perché in questo modo la strega si fermava a contare i granelli di sale o i fili della scopa, operazione che sarebbe durata fino al sorgere del sole, tempo in cui dovevano tornare nei loro rifugi. Per questo si dice che nei momenti in cui i turisti vengono a visitare la città, è indicato mettere una scopa davanti alla porta prima di andare a dormire.

La leggenda del vulcano Etna (Sicilia)

Per concludere la nostra avventura, ci fermeremo in Sicilia, non solo per ammirare l’isola, ma un vulcano in particolare, ossia quello che la rende tanto famosa, l’Etna. Sapevate che esiste una leggenda riguardo questo vulcano? Scopriamola!

La leggenda parla di un gigante dal nome Encelado, il maggiore dei giganti, il quale decise di dominare il mondo prendendo il posto di Giove. Per fare questa cosa doveva raggiungere il cielo, la dimora degli dei. Decise in questo modo di prendere tutte le montagne e metterle una sopra l’altra formando così una scala che poteva arrivare fino al cielo. per questa impresa si fece aiutare dagli altri giganti che, conoscendo il suo temperamento vulcanico, non volevano farlo arrabbiare.

Giove lo osservava senza fare nulla, fino a quando l’ostinazione di Encelado lo fece arrabbiare e scagliò innumerevoli fulmini che non solo infiammarono il cielo, ma accecarono anche gli altri giganti facendoli cadere al suolo. Encelado rimase sepolto sotto l’Etna e, nonostante la sua forza, non riuscì a spostare la montagna. Dalla rabbia cominciò a lanciare fiamme dal petto, ed il suo respiro aveva fuso la lava che iniziò a scendere per i pendii della montagna mettendo in pericolo gli abitanti dell’isola. Questa fu la prima eruzione dell’Etna.

La nostra avventura non è ancora finita, ci sono molte altre storie da scoprire; il territorio italiano è infatti ricco di leggende.  Basta solo crederci !

Fonti:

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