Le francesi ottengono il diritto di voto | 21 aprile 1944, giorno dell’attenuazione dello squilibrio sociale

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Traduzione: Giulia Dragomir

La Francia, stato dell’Europa occidentale il cui motto risuona in tutta Europa sin dal 1875 “libertà, uguaglianza, fratellanza” e fondato sul principio democratico: “governo del popolo, dal popolo, per il popolo”, ha portato l’Illuminismo in Europa ed è il primo stato del mondo che ha introdotto il voto a suffragio universale, momento segnato dalle elezioni del 1792. Nonostante ciò, la storia ci dimostra che la Francia e la Svizzera sono stati gli ultimi stati democratici a concedere il diritto di voto per le donne.

La storia del voto è sinonimo di storia della democrazia e quest’ultima, intesa come sistema organizzatore di una nazione, dimostra la sua efficienza rapportandosi all’uomo. In un regime democratico l’uomo si trova in primo piano ed il dovere dello stato è quello di garantirgli la realizzazione e il benessere.

Purtroppo, c’è un divario tra i principi democratici del diritto naturale, l’uguaglianza dei diritti e delle libertà e ciò che effettivamente accade, le donne essendo pertanto escluse dalla vita politica. I movimenti di massa delle donne per rivendicare i loro diritti sono iniziati nel XIX secolo, ma sono diventati rilevanti solo negli anni ‘90.

Il diritto di voto delle donne – i primi passi verso una società egualitaria

Dalla fine del XIX secolo e fino all’inizio del XX secolo, nella maggior parte dei paesi del mondo le donne sono state i bersagli di ingiustizie sociali, umane e politiche. Pertanto, queste ingiustizie hanno lasciato un segno forte in una società la cui aspirazione era la lotta per la parità di diritti e opportunità tra i sessi.

La Francia è anche il paese in cui sono state delineate le basi della dottrina femminista. Questi movimenti si sono fatti sentire durante la Rivoluzione francese (5 maggio 1789 – 9 novembre 1799), ma l’importanza della donna dal punto di vista civile si afferma legalmente solo due secoli dopo.

Il diritto di voto è il diritto fondamentale senza il quale tutto il resto diventa insignificante. Questo diritto dà alle persone il controllo sul proprio destino. (Lyndon B.. Johnson)

L’affermazione delle donne attraverso tutto ciò che lei può rappresentare al mondo

Olympe de Gouges è stata una delle prime note attiviste che si è ribellata alla percezione di inferiorità creata intorno alle donne dalla società patriarcale. Ha affermato i principi dell’emancipazione femminile nella Dichiarazione dei diritti delle donne e dei cittadini (1791). Il diritto di voto è uno dei diritti elettorali fondamentali e i diritti elettorali sono per eccellenza esclusivamente diritti politici.

Se nel XIX secolo le donne non avevano voce in capitolo nella politica nazionale poiché il loro ruolo era considerato strettamente domestico, la rivoluzione industriale ha creato un contesto favorevole agli incontri sui dibattiti sulla disuguaglianza di genere. Anche se le opportunità di lavoro per le donne erano molto limitate, la rivoluzione industriale ha innescato campagne di protesta per  diritti e libertà civili.

 

Il diritto di voto delle donne – un piccolo passo per l’Inghilterra, un salto gigante per le donne dell’intero mondo

Il ruolo decisivo nell’affermazione sociale delle idee femministe fu svolto dal “movimento delle Suffragette”. Questo movimento di emancipazione delle donne in Inghilterra all’inizio del XX secolo mirava a far ottenere alle donne diritti politici, incluso il diritto di voto. Le Suffragette hanno difeso fermamente le loro convinzioni sociali e politiche:

Hanno incendiato cassette postali ed edifici dove non c’erano persone, hanno piazzato bombe per danneggiare chiese e altre proprietà.

Molte di loro hanno dovuto pagare con la propria vita (vedi qui la storia dell’attivista inglese Emily Wilding Davison, la cui vicenda ha fatto il giro del mondo), mentre altre sono state aggredite fisicamente e sessualmente. Le donne di tutto il mondo volevano che la parità di genere, la parità di retribuzione, il diritto al congedo di maternità e la disoccupazione parziale venissero prese sul serio.

 

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Il primo Stato che si è fatto sentire nella lotta per l’ottenimento del voto universale

Il primo paese autonomo a concedere alle donne il diritto di voto nel 1893 fu la Nuova Zelanda. Emily Davison divenne una martire tra le donne in Inghilterra. Dopo la sua morte (1918), il Regno Unito ha concesso il diritto di voto alle donne con età superiore ai 30 anni.

La maggior parte dei paesi europei ha adottato il suffragio universale tra il 1913 e il 1939. La vittoria della parità di genere in Francia è stata consolidata il 21 aprile 1944, rafforzando il principio che la politica si fa con la testa e non in base al sesso. L’articolo 17 dell’ordinanza che prevedeva l’organizzazione dei poteri pubblici in Francia dopo la liberazione dà alle donne il diritto di voto. Negli anni 80 sono stati aboliti anche gli ultimi articoli del diritto civile che si erano rivelati discriminatori nei confronti delle donne. La lotta delle donne francesi per rivendicare i loro diritti fu una delle più lunghe.

 

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La situazione politica attuale

I paesi democratici ora consentono e addirittura incoraggiano i cittadini adulti più esigenti ad esercitare il loro diritto di voto per svolgere un ruolo attivo nella scelta dei rappresentanti giusti. È un processo facile che richiede solo buona volontà e responsabilità. Oggi è difficile credere che nel paese che ha portato una delle più importanti concezioni intellettuali, filosofiche, ideologiche, culturali e anti-feudali (l’Illuminismo), il diritto di voto non era universale.

Il diritto di voto delle donne è il prodotto di una lunga storia che fa parte della storia contemporanea.

Per non ripetere gli errori del passato, i governi mondiali sono deliberatamente composti da donne, il governo francese essendo al secondo posto nell’Unione Europea con 47 donne su 100 come rappresentanti del governo

  • Se siete interessati ai successi delle donne di oggi potete leggere 10 le più ricche donne del mondo
  • Potete leggere questo articolo sul diritto di voto anche in francese qui.
  • Potete leggere questo articolo anche in rumeno qui.
Fonti:

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