Giulio Cesare viene assassinato il 15 marzo 44 a.C

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Giulio Cesare
Foto: pixabay.com

“Veni,vidi,vici”, è questa la frase che ci ricorda del grande Giulio Cesare che venne assassinato il 15 marzo 44 a.C. Lo ricordiamo perché ha trasformato la forma del governo di Roma da repubblica ad impero, perché ha esteso il dominio di Roma, ha invaso la Britannia e la Germania e perché ha portato per la prima volta l’esercito romano a combattere in Spagna, Grecia, Egitto, Africa ed Asia Minore.

La storia di Giulio Cesare

Gaio Giulio Cesare fu una delle figure politiche più importanti di Roma. Ricordiamo che fu il primo imperatore di Roma e nacque il 13 luglio del 100 a.C. da una celebre famiglia: la gens Iulia. Si dice che la gens Iulia sia stata un’antica stirpe romana di cui fecero parte le personalità che segnarono la storia. Da piccolo Giulio Cesare visse con la sua famiglia in una casa nel quartiere Suburra.

Nell’84 a.C Giulio Cesare sposò Cornelia, figlia di Lucio Cornelio Cinna, che era alleato dei Popolari, la fazione politica che difendeva il popolo dagli Ottimati. Nel 78 a.C Cesare tornò a Roma dove si dedicò alla carriera di avvocato e di politico; oltre ciò, in questo periodo, divenne un importante rappresentante dei Popolari. Nel 69 a.C Giulio Cesare fu eletto questore e si trasferì in Spagna, dove secondo le leggende, decise di intraprendere una grande carriera politica. Nel 62 a.C fu nominato pontefice massimo, cioè diventò il protettore del diritto e del culto di Roma.

Giulio Cesare – il grande conquistatore

Dobbiamo ricordare che tra il 58 e il 50 a.C, Giulio Cesare condusse varie campagne militari contro le tribù galliche, germaniche e britanniche. Di questi dettagli ce ne parla proprio Cesare nel De bello gallico,  lo scritto in cui racconta in prima persona tutti gli episodi riguardanti la conquista della Gallia. Una volta arrivato in Gallia, l’imperatore iniziò la conquista totale della regione e di espansione dei territori di Roma. Giulio Cesare sconfisse gli Elvezi ed entrò in Germania e Britannia per allargare i territori di Roma. Nel 50 a.C la Gallia divenne una provincia romana e a questo punto Roma riuscì a comprendere territori dell’Europa centrale e Oriente.

Il governo dell’imperatore Giulio Cesare

Nel 44 a.C Giulio Cesare venne eletto dittatore a vita, diventando così uno dei più potenti re di Roma. Dopo aver conquistato il popolo, l’imperatore cominciò a trasformare il governo, sostenendo che Roma non potesse più essere governata come una Repubblica, l’ordine poteva essere mantenuto solo da una forte personalità come la sua.

Cosa fece Cesare durante il suo governo:

  • Affidò terre agli agricoltori e ai soldati
  • Inserì membri fedeli nel Senato
  • Trasformò il calendario
  • Diede più diritti a tutti i cittadini romani
  • Promosse opere pubbliche
  • Rafforzò i confini di Roma e creò nuove colonie

Le opere di Giulio Cesare

1.  L’Anticato (Anticatone) – un’opera in latino in due libri scritta contro la memoria di Marco Porcio Catone Uticense, oggi l’opera è perduta.

2. La guerra civile (De bello civili) – è la seconda opera di Giulio Cesare, conservata fino ad oggi, è composta da 3 libri che descrivono gli episodi riguardanti la guerra civile degli anni 49-48 a.C.

3. La guerra gallica (De bello Gallico) – lo scritto più conosciuto di Cesare, che ha un carattere politico. L’opera è divisa in 8 libri sotto forma di diari di guerra e redatti in terza persona.

4. Commentari cesariani minori (Corpus Caesarianum) – contengono una descrizione dettagliata riguardante le campagne militari.

Oltre queste grandi opere, l’imperatore ha scritto anche numerose poesie d’amore e poemetti. Cesare non fu il primo dei latini a scrivere commenti, ma riuscì a superare tutti coloro che lo avevano preceduto, questo genere essendo molto difficile. Oltre che a narrare gli eventi storici, Cesare riesce a fare una ricerca e un’analisi degli aspetti politici, sociali, economici, militari e geografici.

La vita privata dell’imperatore

La prima moglie di Giulio Cesare fu Cornelia, donna che sposò nell’84 a.C. Cornelia era ricca, nobile e molto bella. Insieme ebbero una figlia, Giulia che, anche se l’adorava, il padre non esitò ad utilizzarlo nelle questioni politiche. Per questo, nel 59 a.C la diede in sposa a Pompeo Magno, suo alleato in quel momento. Anche se innamorato di sua moglie, Cesare la tradì con molte donne, tra cui Tertulla, Muzia, Servilla e molte altre.

La relazione adulterina che durò di più fu quella con Servilla, sorellastra di Catone, grande avversario di Cesare. Ebbero un rapporto che durò per ben 20 anni ed insieme ebbero  anche una figlia, Terza, giusto per mantenere solidi i legami tra Servilla e il padrone di Roma, poiché una volta diventata anziana non rappresentava più interesse per Giulio Cesare. Oltre il primo matrimonio, Cesare sposò Pompea ed il loro matrimonio durò fino alle Idi di marzo. Anche Pompea però dovette sopportare la relazione del marito con un’altra donna, forse l’unica che riuscì a conquistare il cuore di Cesare: Cleopatra.

La storia d’amore tra Cesare e Cleopatra

Cleopatra era una donna alla quale era molto difficile resistere perché era colta, aveva una bellissima voce ed era molto intelligente. Lei e Cesare si conobbero nella guerra civile, momento in cui in Egitto Cleopatra cercò rifugio dal suo rivale Giulio Cesare. Gli chiese di essere protetta da suo fratello Tolomeo e l’effetto, come potete immaginare, fu irresistibile. Così cominciò il loro grande amore da cui nacque anche Cesarione. Fu veramente amore da parte di Cleopatra o un piano per far diventare Cesarione successore di Cesare? L’imperatore Giulio Cesare alla fine non riconobbe Cesarione come figlio e ne sposò Cleopatra, che ritornò in Egitto, riprendendo il suo ruolo di regina.

La loro storia sembra essere piena di passione, ma la verità è che l’amore per loro non era al primo posto a differenza della politica. Se vuoi scoprire di più su Cleopatra leggi quest’articolo!

Frasi celebri di Giulio Cesare:

  • Veni, vidi, vici (venni, vidi, vinsi) – è una frase che l’imperatore pronunciò per annunciare la sua vittoria su Farnace II e Zela.
  • Tu quoque, Brute, fili mi! (anche tu, Bruto, figlio mio) – come abbiamo già accennato, è la frase che pronunciò al suo assassinio
  • Gallia est omnis divisa in partes tres (la Gallia nel suo insieme è divisa in tre parti) – è il celebre incipit del De bello Gallico
  • Vorrei essere il primo tra costoro piuttosto che il secondo a Roma – è la frase pronunciata durante la propretura in Spagna

La morte di Giulio Cesare – l’assassinio e le Idi di Marzo

Giulio Cesare venne assassinato a seguito di una congiura promossa da Bruto e Cassio alle Idi di marzo (il 15). Proprio alla metà del mese Cesare viene assassinato con 23 pugnalate da un gruppo di senatori che voleva ostacolare la sua ascesa al potere. La congiura è stata promossa proprio dal figlio adottivo Marco Giunio Bruto e nel momento in cui Cesare si è visto assassinare da Bruto pronunciò la famosa frase: “Tu quoque Brute fili mi!” (Anche tu Bruto, figlio mio!). La morte del grande Giulio Cesare è raccontata anche da una famosa tragedia di William Shakespeare, scritta nel 1599 ed ispirata a fatti storici.

L’imperatore fu assassinato a Torre Argentina, che era allora la Curia di Pompeo. Alcuni ricercatori della Csic, hanno trovato una lastra di cemento alta 2 metri che indica il punto in cui era seduto Cesare nel momento dell’assassinio. È interessante che oggi, milioni di persone prendono l’autobus tutti i giorni a poca distanza dal posto in cui molti anni fa fu pugnalato Giulio Cesare.

Le Idi di marzo sono una data importante nel calendario romano, sia perché il 15 di marzo venne ucciso Giulio Cesare, sia perché rappresentava la metà del mese. Infatti, secondo il calendario giuliano, i giorni del mese non erano numerati come oggi, ma erano divisi in periodi. Il primo giorno del mese erano le calende, le none erano il quinto o il settimo giorno del mese e le idi indicavano la metà del mese. Questa divisione era legata anche al ciclo lunare, cioè indicavano la luna nuova, il primo quarto e la luna piena, ma con il tempo questo significato si è perso.

Curiosità:

1. Giulio Cesare negli ultimi anni di vita perdeva spesso conoscenza e gli antichi sostenevano che la causa fosse l’epilessia, ma i medici dicevano che si trattasse solo di leggeri ictus provocati dalle piccole lesioni al cervello.

2. Il grande imperatore fu una delle figure più amate nell’arte e nella letteratura. Numerose opere parlano di Cesare, come quelle di Catullo, Virgilio, Shakespeare; troviamo tutt’oggi numerosi film e serie TV: Spartacus, Asterix.

3. Detestava i suoi piedi e la sua calvizie! Per questo indossava la corona d’alloro per camuffare gli spazi vuoti sulla sua testa.

4. Emanò la Lex Jiulia municipalis, che vietava la circolazione dei carri nel Foro Romano

Fonti:

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