Botosani- la culla dei 4 geni della Romania

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Sinistra: Casa memoriale „Nicolae Iorga”; destra: lago Ipotești @ archivio personale Manuela Hlușcu
Traduzione: Giulia Lovin

Botosani, il paese dove nacquero e vissero una parte della loro vita quattro dei più grandi geni della Romania: Mihai Eminescu, Nicolae Iorga, George Enescu e Ștefan Luchian. Le case commemorative nascondono pezzi delle loro vite e sono pronte ad accogliere i visitatori in un viaggio pieno di storia e cultura. 

Cosa nasconde Botosani?

1. La Casa commemorativa di Ipotesti, la culla di Eminescu

Il villaggio nei pressi di Botosani dove è nato e cresciuto Mihai Eminescu, Ipotesti, attualmente ospita la casa commemorativa “Mihai Eminescu”. Secondo eminescuipotesti.ro, il Memoriale di Ipotesti è stato istituito nel 1992 con lo scopo di concentrarsi sulla ricerca e la promozione della biografia e del lavoro di Mihai Eminescu. 

                                                                             

I tre obiettivi turistici museali esistenti fino ad allora erano la Casa dei Genitori, la Chiesa della famiglia Eminovici e la Chiesa Nuova, dove sono state aggiunte, negli anni 1992-2000, altri obiettivi interessanti, come Il Museo Mihai Eminescu, la Biblioteca Nazionale  di Poesia e la Casa Contadina d’ epoca. A solo 4 km dalla casa commemorativa, chi segue le orme del poeta può trovare la fonte di ispirazione e l’oasi di pace che ha dato origine alla creazione di Eminescu: il lago con le ninfee, situato nella Foresta di Baisa

 

 Lago blu della foresta 

Le ninfee gialle lo stanno caricando, 

Saltano in cerchi bianchi 

Lui ha scosso una barca.

Cammino lungo le rive, 

E come ascolto e come aspetto 

Lei risorge dalle canne 

E cade dolcemente sul mio petto;

Saliamo sulla barchetta,

La voce delle acque, 

E sbarazzati del timone 

E lascia che le pale mi sfuggono; 

Galleggiamo con fascino 

Alla luce della dolce luna, 

Il vento soffia dolcemente, 

L’acqua oleosa suona! 

Ma non viene…Da solo 

Invano sospiro e soffro 

Vicino al lago blu 

Caricato con fiori di ninfea. – il Lago, di Mihai Eminescu 

Risalente al XIX secolo, la casa è formata da tre camere: una stanza da letto appartenuta a Raluca Eminovici, la mamma del poeta, e per le sue sorelle, un soggiorno appartenuto a Gheorghe Eminovici, il padre, ed un soggiorno dedicato a tutta la famiglia. Quest’ultima visse nella casa fino al 1878 e, dopo la morte di Gheorghe Eminovici la casa non fu più abitata, arrivando sull’orlo della rovina. La chiesa di legno acquistata dalla madre del poeta era nelle stesse condizioni. 

 

Su iniziativa di Maria Papadopol, la proprietaria della casa di Ipotesti, la casa fu ricostruita, diventando museo nazionale con il nome “Mihai Eminescu”. Il desiderio della proprietaria si avverò nel 1934. La casa fu ricostruita nello stesso luogo, diventando museo nel 1940, ma fu successivamente demolita, in quanto non corrispondeva alla casa originaria. Nel 1979, secondo fonti basati su documenti originali, è stata costruita una nuova casa. 

2. La Casa commemorativa “Nicolae Iorga”, dedicata al grande storico.

L’unica casa abitata dalla famiglia Iorga che si è conservata dal XIX secolo, la Casa commemorativa “Nicolae Iorga”, è un luogo ricco di storia e oggetti del patrimonio legati alla vita del grande storico. 

La famiglia Iorga visse in questa casa durante gli anni 1876-1880. Situata proprio nella città di Botosani, in via Nicolae Iorga, 14, la casa commemorativa ospita numerosi beni di Nicolae Iorga, come fotografie di lui e della sua famiglia, diplomi, prime stampe di libri, ma anche giornali e riviste. 

 

Mio padre proveniva da una famiglia di mercanti rumeni, poi diventati boiari, di Botosani, e mia madre è figlia della scrittrice rumena Elena Draghici, nipote della sorella del cronista Manolachi Draghici, e nipote della figlia di Iordachi Draghici, il grande Vornic della Moldavia. – Dichiarazione di Nicolae Iorga sulle sue origini (Dumitru Hincu, Lettere di N. Iorga, E. Lovinescu, G. M. Zamfirescu, B. Fundoianu, Camil Baltazar, Petru Comarnescu” in Romania Letteraria). 

 

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La casa è stata ricostruita secondo l’architettura popolare e comprende quattro stanze, due delle quali nella parte destra, appartenute alla proprietaria, la contessa Marghiola, e nella parte sinistra le altre due, il soggiorno e la camera dei bambini. Nelle stanze che appartenevano all’ospite sono presenti un archivio e una biblioteca. Esistono anche oggetti d’epoca, originali, come la Porcellana di Boemia dei genitori e anche suppellettili, donati dai discendenti o acquistati appositamente per adattarsi al periodo ricostruito. 

                               

3. La casa commemorativa “George Enescu” , ricordo dell’infanzia di Jurjac

Fondata come museo nel 1957 e situata a Liveni, a 15 km da Dorohoi, nella contea di Botosani, la Casa commemorativa di George Enescu ospita numerosi oggetti che raccontano parte della storia del più grande compositore della Romania. Una finestra sull’infanzia dell’ artista si apre con oggetti come un violino giocattolo, un kit per colorare e disegnare e disegni da lui realizzati

             

In origine, la casa è stata comprata da Costache Enescu, il papà dell’artista, nel 1910, e al suo interno è ancora visitabile la sala studio in cui il musicista George Enescu ha scritto Quartetto per archi op. 30, 3a Sinfonia. La casa è stata trasformata in museo dopo due anni dalla morte di George Enescu, su iniziativa di un gruppo di intellettuali guidati dal professore di arte Constantin Radinschi. Il museo ospita circa 1200 oggetti originali tra cui abiti, fotografie, fotocopie, spartiti, oltre a un music lounge per recital e concerti in memoria del musicista. 

 

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Vengo da genitori rumeni e sono nato a Liveni, nella contea di Dorohoi, nel cuore della Moldavia. E ora mi vedono i contadini, in camici bianchi, con l’agrifoglio azzurro, che cantano la sera…Questo è veramente il mio paese, e ne ho portato l’immagine con me. – la confessione di George Enescu in una delle sue memorie. 

4. Sulle orme del poeta plastico dei fiori, Stefan Luchian

Stefan Luchian, soprannominato il poeta plastico dei fiori, nacque a Stefanesti, cittadina di Botosani. Tuttavia, nessun museo è allestito nella città natale dell’artista. Una sorta di casa commemorativa è stata in funzione, ma purtroppo fino al 2007, quando è stata chiusa al pubblico per il suo avanzato stato di degrado.  

C’erano idee ed iniziative per allestire un museo dedicato a Stefan Luchian, ma questi progetti non sono stati portati a termine. I turisti possono ancora visitare la Casa Ciomac-Cantemir, che oggi ospita la Casa Museo “Stefan Luchian”, gestita dalla Fondazione Stefan Luchian.

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Quest’articolo si può leggere anche in rumeno!

Fonti: 

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