3 dipinti famosi e le loro storie incredibili

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Mona Lisa via Pixabay.com

Traduzione: Isabela-Alexandra Bogdan

Ogni dipinto ha una storia da raccontare. Passeggiando per le gallerie di un museo d’arte, partecipando ad una mostra all’aperto, quante volte ci siamo chiesti: cosa ha ispirato l’artista a creare un’opera così speciale e preziosa? Se sei sempre stato curioso di scoprire i segreti nascosti dietro 3 dipinti famosi, sei nel posto giusto!

1. L’urlo – la versione familiare della collezione di dipinti famosi di Edvard Munch

Sebbene a prima vista il dipinto sembri più sinistro che struggente, Edvard Munch non solo ha dipinto l’urlo, ma lo ha anche immaginato. Il dipinto non è unico, poiché l’artista norvegese ha prodotto un totale di quattro dipinti famosi intitolati “L’Urlo”. Oggi, la versione più nota che ha conquistato il cuore della gente si trova in mostra alla Galleria nazionale di Oslo, essendo stata completata nel 1893. Tra il 1893 e il 1910, il pittore lavorò alle altre versioni.


Gli altri tre dipinti famosi espressionisti si trovano in luoghi diversi: due di essi si trovano a Oslo, nel Museo Munch, mentre l’ultimo è in una collezione privata. La versione che faceva parte della collezione privata, del valore di circa 80 milioni di dollari, è stata venduta all’asta da Sotherby’s a New York. Così, “L’Urlo” ha ufficialmente trasferito la sua sede il 2 maggio 2012 per un importo impressionante di 91 milioni di euro.

Ad oggi, “L’Urlo” di Edvard Munch è l’opera d’arte più costosa mai venduta all’asta.

Questo fulcro è l’opera di un’artista torturato dai pensieri, dalla malattia mentale e dall’idea della morte fin dall’infanzia. L’espressionismo di questi famosi dipinti è caratterizzato dal desiderio dell’artista di rappresentare le emozioni umane, in particolare l’ansia e il dolore. Il dipinto è ora visto come un’espressione della lotta dell’uomo moderno con l’ansia.

Raffigurando una persona con un’espressione agonizzante, tenendo il viso tra le mani, preparandosi a urlare, Munch completa il quadro con un cielo creato da linee colorate ondulate, in cui il rosso sangue è il colore dominante. Il dipinto è basato su un episodio specifico della vita di Edvard. Ha raccontato nel suo diario dove gli è venuta l’idea del famoso “L’Urlo”.

 

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In un tranquillo pomeriggio, mentre passeggiava per le vie della città, l’artista smise di vagare e rivolse la sua attenzione al cielo. Il sole al tramonto e le nuvole illuminate dai suoi raggi davano al cielo un colore rosso brillante, simile a quello del sangue. Sentì un debole grido sotto il cielo, che interpretò come il grido della natura per qualcosa di specifico. Con questo scenario animato in mente, iniziò a dipingere “L’Urlo” come una replica perfetta dell’episodio che ha vissuto quel giorno.

Al di là della prospettiva artistica, i ricercatori affermano che il cielo insanguinato è il risultato di nubi stratosferiche polari, un fenomeno raro e sorprendente che avrebbe sbalordito chiunque in un’epoca in cui così tante informazioni scientifiche non esistevano. È anche possibile che il dipinto di Munch sia il risultato dell’osservazione degli effetti vulcanici. Nove anni prima si era verificata la famosa eruzione del vulcano Krakatoa. I resti solforici si sono poi diffusi in tutto il mondo e hanno creato straordinari tramonti.

2. Mona Lisa – l’opera d’arte più riconosciuta di tutti i dipinti famosi

Appartenente al primo Rinascimento, la “Monna Lisa” o “La Gioconda” è riconosciuta come l’opera più famosa della storia della pittura. Creata da Leonardo da Vinci tra il 1503 e il 1507 a olio su legno di pioppo, l’enigmatica figura dell’opera è l’attrazione principale del Museo del Louvre di Parigi, dove è esposta.

Raffigurando una donna dall’espressione pensosa e dal sorriso timido, “La Gioconda” ha suscitato per secoli un’ondata di reazioni tra le più diverse tra coloro che vogliono conoscere i segreti di questo sguardo che sembra seguirti ad ogni passo.

 

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Si ritiene che l’ambiguità della fisionomia della Gioconda sia dovuta al processo di pittura sfumato, utilizzato dall’artista italiano per preservare un’atmosfera avvolta nel mistero. Mona è l’abbreviazione di Madonna, che significa Signora, che ha spinto la ricerca scientifica a scoprire una volta per tutte la chiara identità della persona raffigurata nel dipinto.

La signora senza ciglia, senza sopracciglia e con un sorriso enigmatico sarebbe Madonna Lisa del Giocondo, una signora fiorentina sposata con un facoltoso uomo d’affari dell’epoca. Da Vinci ha disegnato il ritratto della Gioconda quando lei e il marito mercante si sono trasferiti in una nuova casa per dare alla luce il secondo genito. Tuttavia, la verità potrebbe essere più complessa.

Alcuni credono fermamente che la Gioconda non sia altro che lo stesso Da Vinci, il che renderebbe l’opera un autoritratto. Forse la donna nel dipinto non è affatto una donna, ma Da Vinci vestito da donna. Queste teorie sono nate da una mancanza di informazioni, dato che su questo dipinto sono discesi oltre 500 anni di storia.


Gli storici dell’arte affermano, come il libro e il film di successo: “Il Codice Da Vinci”, abbiano scoperto un vero Codice Da Vinci. Apparentemente, negli occhi di Monna Lisa ci sono simboli che non sono visibili ad occhio nudo, ma con una lente d’ingrandimento il messaggio di Da Vinci può essere trasmesso più facilmente.

Nell’occhio destro possiamo vedere le lettere LV, che potrebbero essere le iniziali dell’artista, ma nell’altro occhio non si sa quali lettere C, E, B siano chiaramente visibili e cosa potrebbero significare. Secondo gli storici dell’arte del Comitato Nazionale per i Beni Culturali Italiani, il paesaggio non va trascurato, perché lì ci sono anche dei simboli: il numero 72, 2 o la lettera L


Quel che è certo è che “La Gioconda” è un dipinto che non ha bisogno di presentazioni quando si parla di quadri famosi nel mondo. La verità sulla storia della Gioconda rimane avvolta da miti, cospirazioni e segreti, e l’affinità del pittore per i simboli e i messaggi nascosti, rende l’opera d’arte italiana un mistero che durerà per generazioni.

 3. “La ragazza con l’orecchino di perla” o “La ragazza con il turbante”

“La Gioconda” non è l’unico dipinto con una giovane donna enigmatica nella nostra lista di dipinti famosi. Nel 1665 l’artista olandese Johannes Vermeer dipinse un ritratto ad olio su tela di una giovane ragazza dal viso affascinante, che indossava un abito esotico e un orecchino con una perla molto grande.

 

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Per il turbante della ragazza, i ricercatori scoprirono che Vermeer usava un pigmento molto costoso per l’epoca, il pigmento oltremare, ricavato dalla pietra semipreziosa lapislazzuli e che oggi si trova solo in Afghanistan. Le labbra della ragazza con il turbante sono dipinte con un pigmento rossastro di un insetto originario del Messico e del Sud America.

Chi è la modella che ci guarda con grandi occhi curiosi?

“La ragazza con l’orecchino di perla” racconta la storia della serva Griet, una ragazza olandese di 16 anni impiegata nella casa del pittore Johannes Vermeer. A differenza di molti dei soggetti di Vermeer, la ragazza non è spaventata dalle attività quotidiane, ma è consapevole di essere osservata. Colta in un attimo fugace, Griet gira la testa e incontra lo sguardo dell’osservatore, come per dire qualcosa.

 

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Il dipinto divenne popolare quando fu esposto all’inizio del 21° secolo alla National Gallery of Art di Washington. Successivamente, il romanzo di Tracy Chevalier La ragazza con l’orecchino di perla (1999) ha contribuito a diffondere la popolarità della ragazza con il turbante. Un film nominato all’Oscar nel 2003, con Scarlett Johansson nei panni della ragazza e Colin Firth nei panni del pittore, ha catturato la storia della giovane ragazza olandese nella casa dell’artista.

La gentilezza, l’intuizione e la calma della ragazza non solo l’hanno aiutata con le faccende domestiche, ma hanno anche attirato l’attenzione di Vermeer. Sebbene provenissero da mondi diversi, entrambi condividevano lo stesso modo di vedere il mondo. La famiglia del pittore comprendeva anche Catharina, la volubile moglie di Vermeer, l’astuta padrona di casa Maria Thins, la fedele serva Tanneke e sei bambini energici che si aggiungevano alla famiglia sovraffollata.

Sebbene sia cresciuta in una famiglia protestante, Griet deve adattarsi all’ambiente caotico e cattolico della famiglia Vermeer. Come modello di Vermeer, risultando in una vicinanza naturale tra i due, gelosia e disturbi esplodono presto nella casa del pittore Johannes e si diffondono all’esterno.

 

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Sebbene Vermeer abbia realizzato solo 36 dipinti famosi durante la sua vita, mentre i suoi contemporanei ne hanno realizzati centinaia, “La ragazza con l’orecchino di perla” attira migliaia di spettatori nella sua casa, il Mauritshuis, ogni anno dall’Aia.

Cosa possiamo imparare da questi dipinti famosi

Indipendentemente dall’epoca a cui appartengono, i tre dipinti famosi della nostra lista rimangono vividi come il giorno in cui sono stati dipinti, grazie alle emozioni trasmesse, ai simboli e alla ricchezza dei colori.

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Quest’articolo è disponibile ora anche in rumeno e in francese!

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