27 luglio 1563: Le Havre – la battaglia che scatenò la seconda pandemia di peste

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Le Havre, la ciudad de Le Havre
Foto: commons.wikimedia.org

Traduzione: Isabela-Alexandra Bogdan

Il Medioevo fu caratterizzato dalla lotta per il potere, il dominio, la religione e il prestigio. Tra i Paesi rivali di questo articolo, Inghilterra e Francia, ci fu una serie di ininterrotte ostilità in cui cinque generazioni di re e regine di due dinastie rivali, a cominciare da Plantageneto e Valois, combatterono per il trono del più grande regno dell’Europa occidentale.

La città di Le Havre, attualmente il più grande porto della Francia dopo Marsiglia, era stata presa di mira per la sua posizione strategica sull’oceano ed era l’obiettivo ideale per la politica espansionistica dell’Inghilterra. Occupata successivamente dagli ugonotti e poi dagli inglesi, la città portuale conquistata dall’esercito inglese non sarebbe rimasta a lungo nelle mani dei conquistatori, ma solo dal 1562 al 1563.

 

Qual era la posta in gioco su Le Havre?

La rivalità tra i due popoli era ancora forte nel XVI secolo, con la regina Elisabetta della dinastia dei Tudor che regnava sul trono d’Inghilterra. Sul trono dell’Europa occidentale c’era la dinastia dei Valois, avente come rappresentanti re Carlo IX e Caterina de’ Medici, regina madre e reggente del trono francese.

Elizabeth ha portato l’ “Età d’Oro” in Europa, che è ancora più importante in quanto era una leader femminile. La sua politica era difensiva, la battaglia che caratterizzò questi principi fu la sconfitta dell’8 agosto 1588 dell’esercito spagnolo, l’invincibile Armada, la flotta che mirava a conquistare l’Inghilterra. Tuttavia, non tutte le battaglie intraprese dagli inglesi sotto la guida della regina tudoriana si conclusero con un esito vittorioso, specialmente quelle offensive.

Suo padre, Enrico XVIII, è ricordato nella storia, tra le altre cose, per le guerre religiose e di espansione combattute contro la Francia, e la conquista del territorio di Havre nel 1562 da parte dell’esercito di sua figlia, Elisabetta, è una chiara continuazione della rivalità anglo-francese.

Dopo essere stati sconfitti, gli ugonotti non ebbero altra scelta nel 1562 e firmarono un trattato di pace con Elisabetta I, che prevedeva un doppio scambio: ricevettero seimila soldati fatti prigionieri e accettarono di consegnare Le Havre. Nella città di Havre, la regina avrebbe lasciato la metà delle sue truppe per rendere il porto un rifugio per gli ugonotti.

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Il trattato del 1562 non fu rispettato, poiché il 18 marzo 1563 gli ugonotti si erano alleati con il re di Francia, ed Elisabetta non aveva ritirato le sue truppe da Le Havre. Anche se sosteneva di tenere la città al sicuro per il re, le sue vere intenzioni sembravano essere quelle di mantenere il suo dominio qui per usarla come bene di scambio per Calais, che pensava non le sarebbe mai stata restituita.

Questa fu una conseguenza del trattato concluso nel 1550 con Enrico II, in base al quale il re di Francia si era impegnato a restituire Calais agli inglesi entro otto anni, ma nessun passo decisivo era stato fatto in questa direzione.

La mente dietro le quinte francesi, Caterina de’ Medici, approfittò della pace tra il re e i protestanti per prepararsi all’assedio della città portuale, per bandire le truppe di Elisabetta. La firma dell’editto di Amboise del 19 marzo 1563 tra la regina reggente di Francia e gli ugonotti sancì l’alleanza attiva per eliminare la sovranità inglese sui territori francesi, vale a dire Le Havre. Ciò dopo aver chiesto all’ultimo erede Tudor di ritirare le sue truppe e restituire il territorio appartenente ai francesi. Come previsto, Elisabetta Tudor rifiutò, il che portò Caterina a fare il passo decisivo.

Non era una vera e propria lotta attiva, ma una guerra di resistenza fisica. La guarnigione inglese di 4000 uomini, sotto gli ordini del conte di Warwick, affrontò fiamme devastanti, che la indebolirono minuto dopo minuto. Fino alla fine di luglio, il porto fu pesantemente bombardato da una batteria di quaranta cannoni francesi. Fu una lotta di resistenza per gli ugonotti e gli inglesi di Le Havre, che, oltre alle ustioni, stavano combattendo una minaccia più fatale: la morte nera.

Gli ugonotti devastati dalle fiamme si mostrarono come i più grandi nemici di Elisabetta, nonostante il trattato di pace, fatto che sorprese anche il conte di Warwick. La battaglia significò una vittoria sicura per i francesi, fu solo una questione di tempo prima che i sudditi di Elisabetta si arrendessero, cosa che avvenne il 27 luglio 1563.

La lotta internazionale per Le Havre rafforzò le convinzioni di Carlo IX che aveva bisogno di consolidare le sue forze difensive costruendo una fortezza per stabilizzare il versante sud-orientale, tra terra ed estuario. All’altro estremo si trovava la regina d’Inghilterra che, a seguito di questa campagna infruttuosa, non intraprese ulteriori spedizioni militari nel continente fino al 1585.

Le Havre – Piccola campagna militare dalle conseguenze più tragiche

Il ritorno degli inglesi oltreoceano non fu a mani vuote, poiché portarono con sé un silenzioso e mortale “cavallo di Troia”: la peste bubbonica.

Seconda pandemia di peste: La peste è più volte tornata, infestando l’Europa e il Mar Mediterraneo nel corso del 14 º e 17 º secolo. Il 1560 vide la ricomparsa della peste bubbonica, che devastò l’Europa durante il Medioevo. Questa fu causa di morte di 80.000 persone in Inghilterra nel 1563, 20.000 solo a Londra. Ci volle l’incendio di tutta Londra nel 1666 per porre fine alle numerose morti ed effetti implacabili.

 

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Quella che era iniziata come una lotta di espansione territoriale, di dominio su un altro popolo, è diventata la miccia che ha fatto esplodere la seconda ondata di casi di peste in Europa. Gli anni 1560 rappresentano gli anni neri per il continente europeo, con la morte nera che è considerata la peste più distruttiva nella storia umana.

La medicina primitiva, i rimedi casalinghi e la scarsa igiene dell’epoca hanno fatto proliferare la malattia e devastare il continente e oltre. Nel “Journal of the year of the plague” di Daniel Defoe, si spiegano pratiche barbariche di salvataggio dei malati, cauterizzando, senza anestesia, tumori e gonfiori purulenti, che non facevano altro che accentuare i sintomi delle persone colpite. Infatti, il dolore insopportabile ha causato la morte dei pazienti inglesi.

Anche se questa campagna svanisce nella storia di fronte ad altre guerre di queste grandi potenze, come la guerra dei 100 anni, le azioni difensive a Le Havre sono state solo un piccolo passo che ha causato effetti gravi e inaspettati.

Le Havre – L’importanza del 27 luglio 1563

Anche se la battaglia di Le Havre pose fine al coinvolgimento attivo degli inglesi in Francia, la pace fu negoziata trascorso l’inverno. La Pace di Troyes fu firmata l’11 aprile 1564, con Elisabetta che accettò di rinunciare a tutti i diritti sulla città in cambio di un pagamento di 120.000 corone d’oro, 20.000 corone in meno rispetto al primo prestito di Elisabetta agli ugonotti.

A poco a poco, i francesi si ripresero i loro legittimi territori, ma le prolungate ostilità tra le due grandi potenze del tempo sostennero il conflitto politico e militare e causarono la diffusione della malattia con un contagio che divenne di proporzioni immense.

 

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